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© Umberto D'Arrò


La fama turistica

 

La fama delle bellezze del paesaggio di Acitrezza cominciò a diffondersi in tutt'Europa tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. Se ne fecero portavoce i "viaggiatori" del cosiddetto "Grand Tour", cioè gli uomini di cultura soprattutto francesi, tedeschi e inglesi, che all'antica destinazione di Roma cominciarono ad aggiungere alla fine del sec. XVIII il meridione d'Italia.
Un grande editore francese, l'Abbé de Saint-Non, pubblicò a Parigi, tra il 1781 e il 1786, un'opera monumentale, il "Voyage pittoresque à Naples et en Sicile", che descriveva le località più belle dell'Italia del Sud illustrandole con 411 disegni. L'opera dedicava in particolare ad Acitrezza due tavole: una che raffigura i faraglioni (con la rocca di Acicastello lontano sullo sfondo) e l'altra che mostra, tra due faraglioni, la rocca di Acicastello e un veliero.

Il monumentale album di incisioni ebbe un eccezionale successo commerciale e diventò patrimonio delle biblioteche degli uomini di cultura di tutt'Europa.

Ancora nella seconda metà del Settecento l'architetto francese Jean Houel, pittore di corte di re Luigi XVI, giunse in Sicilia e ne riportò a Parigi disegni ed acquerelli che, tra l'altro, raffiguravano l'isola e i faraglioni antistanti Acitrezza. Le opere di Houel ora sono esposte in varie pinacoteche francesi e nel museo russo dell'Ermitage a San Pietroburgo.

E prima ancora che finisse il Settecento arrivò in Italia anche il più grande poeta tedesco, Wolfgang Goethe, che restò incantato dalla Sicilia e annotò nel suo diario: "L'Italia senza la Sicilia non lascia alcuna traccia nell'anima: è qui la chiave di tutto". Il diario, con il titolo "Viaggio in Italia", venne poi pubblicato più di quarant'anni dopo la conclusione del viaggio, nel 1829.
In questa sua opera, ora celeberrima, alla data del 5 maggio 1787, Goethe annotò che a Catania l'albergatore gli propose "una passeggiata a mare sulle rocce di Iaci, la più bella escursione che si faccia da Catania"; un gruppo di inglesi, che avevano preso persino una barca con la musica per accompagnarli -gli fu detto- ne aveva tratto "una gioia al di sopra di ogni immaginazione".

 

 
© Umberto D’Arrò
 

Per alloggiare ad Acitrezza

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