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L'invenzione del gelato

 

La tradizione attribuisce ad Acitrezza l'invenzione di uno dei più gustosi ed apprezzati prodotti dolciari siciliani, il gelato.
All'origine dei gelati, che ormai costituiscono una "categoria" gastronomica nella quale si fa ora distinzione tra sorbetti, granite (da qualcuno chiamate anche gremolate), "pezzi duri", spumoni e "coni", è l'antico sorbetto. Si tramanda che il sorbetto originario (bibita poco gelata, con l'aggiunta di dolcificante e sciroppi di frutta) sia stato inventato dagli antichi arabi, per aiutare a combattere l'arsura delle loro regioni desertiche; quel che è certo è che l'attuale nome deriva dalla parola araba "sherbet".
Quando, prima dell'anno Mille, gli arabi occuparono la Sicilia migliorarono la produzione del sorbetto aggiungendo nella lavorazione ingredienti che in Sicilia erano abbondantissimi: il limone e, soprattutto, la neve dell'Etna (mista a sale marino all'esterno dei contenitori, per aumentare il potere refrigerante). Secondo la tradizione, un abitante della "Terra di Trezza", verso la fine del 1600, avrebbe notevolmente perfezionato la produzione inventando uno speciale "pozzetto" (una rudimentale "sorbettiera"): ne sarebbero derivati i gelati (o "pezzi duri").
Un suo nipote -del quale si tramanda anche il nome, tale Francesco Procopio dei Coltelli- avrebbe quindi esportato il sistema in Francia aprendo a Parigi, nel 1686, il Café Procope. Il ritrovo, che esiste tuttora in Rue de l'Ancienne Comédie ( è il più antico caffè d'Europa), fu di gran moda nel Settecento e nell'Ottocento: fu frequentato, tra gli altri, da La Fontaine, Voltaire, Napoleone, Balzac, Victor Hugo, George Sand, Paul Verlaine e Anatole France, come ricorda una epigrafe sulla porta.
Il merito dell'invenzione viene però rivendicato anche dalla Toscana: secondo alcuni studiosi, infatti, il gelato sarebbe stato esportato in Francia già nel Cinquecento da dolcieri fiorentini chiamati a Parigi alla corte della regina Caterina de' Medici.

Gli attrezzi per creare i gelati,

secondo un'illustrazione dell'Enciclopedia

pubblicata a Parigi da Diderot e D'Alembert nella seconda metà del Settecento.

 

© Umberto D’Arrò

Per alloggiare ad Acitrezza