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I nomi locali

Aci Trezza o Acitrezza? - Il nome del paese veniva indicato fino ad alcuni decenni addietro con le due componenti, "Aci" e "Trezza", scritte separatamente. Giovanni Verga, nei "Malavoglia", lo indica, più semplicemente, come "Trezza". Nella seconda metà del Novecento è andata sviluppandosi la tendenza a riunire il nome in una sola parola, "Acitrezza", e il paese così figura ora sia in molti documenti ufficiali sia in indicazioni geografiche. Lo stesso è accaduto per la vicina località di Capo Mulini che ora viene indicata sempre più spesso come Capomulini.

Aci - Il toponimo "Aci", comune a numerosi centri abitati della fascia costiera etnea, deriva dal nome di un fiume (in greco "akis", che significava "acuto", per la freschezza delle sue acque) che scorreva nel versante jonico dell'Etna. Vicino al fiume c'era una città, che prese lo stesso nome.
Dal terzo secolo avanti Cristo, quando la Sicilia passò sotto il dominio di Roma, la città di Aci venne chiamata Aquilia, probabilmente in onore del console Aquilio Mario Nepote che vi aveva domato una rivolta di schiavi.
Dopo il terremoto che nel 1169 sconvolse tutta la Sicilia orientale, parte della popolazione di Aquilia si disperse in vari villaggi che ripresero l'antico nome di Aci aggiungendovene un altro per distinguersi. Così, ci fu anche un'Aci Aquilia.
Nel 1642, Aci Aquilia tornò a chiamarsi Aci aggiungendoci "reale" in omaggio a Filippo II di Spagna che le aveva permesso di abbandonare ufficialmente l'aggiunta "Aquilia".

Trezza - L'origine del nome "Trezza" è controversa.
Secondo alcuni studiosi, deriverebbe da una deformazione della parola latina "latericiae" (per indicare le fornaci di laterizi forse esistenti nella zona).
Secondo altri, richiamerebbe la "treccia" costituita, in una visione panoramica, dalla composizione dell'isola antistante Acitrezza con i faraglioni.
Ma l'ipotesi più accreditata è che faccia riferimento alle "trecce" di cordame che si facevano utilizzando la canapa e il lino che venivano lavorati nei maceratoi impiantati nella zona nei primi secoli dopo il Medioevo e poi soppressi nell'Ottocento.

Lachea - Il nome "Lachea" con il quale è indicata l'isola antistante Acitrezza, di origine grecobizantina, significa "pianeggiante".
Nell'Ottocento, a causa del racconto omerico sull'incontro tra Ulisse e Polifemo, identificata come una delle pietre lanciate dal ciclope contro l'astuto greco che lo aveva accecato, veniva chiamata anche "scoglio di Polifemo".

Polifemo - Il capo dei ciclopi (che, secondo il racconto mitico, si invaghì della ninfa Galatea e uccise con un macigno il pastorello Aci ma poi, secondo il racconto omerico, venne accecato da Ulisse) fu indicato come "Polifemo". In realtà, il termine, di origine greca, significava "il più famoso di tutti" (i ciclopi).

Faraglioni - Non è un nome proprio: è un nome comune con il quale si indicano i monoliti rocciosi che, dinanzi alle coste scoscese, si innalzano, singolarmente o a gruppo, sopra la superficie del mare. Costituiscono i resti di rilievi maggiori distrutti parzialmente dall'azione meccanica delle onde. I più celebri in Italia sono quelli di Capri e quelli di Acitrezza. L'etimologia è incerta. Secondo alcuni studiosi, il nome faraglione deriva da "faro", per una certa qual somiglianza della forma; secondo altri, invece, è di origine grecobizantina e significa "biancheggiante di schiuma ribollente".

 

© Umberto D’Arrò

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