| Giovanni Verga: cronologia |
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1840 – Il 2 settembre nasce a Catania Giovanni Verga, da Giovanni Battista Verga e Caterina Di Mauro. Il padre era originario del paese di Vizzini, discendente del ramo cadetto di una famiglia nobile; la madre apparteneva ad una famiglia borghese di Catania. I due coniugi abitavano in un appartamento al numero 8 di via S. Anna (una traversa tra via Garibaldi e via Vittorio Emanuele), che è ora trasformato in casa-museo in onore dello scrittore. Al battesimo, avvenuto l’8 settembre, al bambino fu imposto il nome di Giovanni Carmelo. 1851 – Compiuti gli studi primari, Giovanni Verga viene iscritto allo “studio” di don Antonino Abate, un poeta che avviava i giovani catanesi di buona famiglia allo studio dei letterati classici italiani. Poi frequenta le lezioni di un altro canonico, Mario Torrisi; in questo periodo gli é compagno di studi un altro ragazzo catanese, Mario Rapisardi, che diventerà un poeta di fama nazionale. Molti anni dopo, accadrà che la moglie di Mario Rapisardi, la toscana Giselda Fojanesi, abbandonerà il marito per intrecciare una relazione con Verga.
1857 – A diciassette anni, Giovanni Verga scrive il suo primo romanzo, “Amore e Patria”, ma non lo pubblica, per consiglio del proprio istitutore Mario Torrisi.
1858 – Si iscrive alla facoltà di legge dell’Università di Catania, ma dimostra scarso interesse verso gli studi giuridici e nel 1861 abbandona l’Università senza laurearsi.
1860 – Dopo l’arrivo in Sicilia di Giuseppe Garibaldi, Verga si arruola nella Guardia Nazionale prestandovi servizio per quattro anni. In questo periodo dirige per alcuni mesi, assieme al suo ex istitutore Antonino Abate e all’amico Nicolò Niceforo, un settimanale patriottico, “Roma degli Italiani”.
1861-1862 – Pubblica a proprie spese, presso l’editore catanese Galatola, il romanzo “I carbonari della montagna” e riesce a far pubblicare una propria novella sulla rivista “L’Italia contemporanea”.
1862-63 – Pubblica a puntate un suo romanzo, “Sulle lagune”, come “appendici” sul periodico “La Nuova Europa” di Firenze.
1863 – Il 5 febbraio gli muore il padre.
1864 – Dirige per breve tempo il giornale politico “L’Indipendente”.
1865 – Nel mese di maggio si reca per la prima volta, per un paio di mesi, a Firenze che era all’epoca la capitale d’Italia e il centro nazionale della vita politica e intellettuale.
1866 – L’editore Negro di Torino pubblica il romanzo “Una peccatrice” che Verga aveva scritto nel corso dell’anno precedente.
1869 – A fine aprile parte da Catania per Firenze dove si fermerà fino al mese di settembre. Durante questo soggiorno, lo studioso Francesco Dall’Ongaro, al quale Verga era stato raccomandato da Mario Rapisardi, lo introduce nei salotti letterari dove il giovane scrittore catanese ha modo di conoscere, tra gli altri, i poeti Giovanni Prati e Aleardo Aleardi e lo scrittore Renato Fucini. E’ in questo periodo che incomincia la lunghissima amicizia con un altro letterato siciliano, Luigi Capuana, che a Firenze collabora alla pagina letteraria del giornale “La Nazione”. Durante il soggiorno fiorentino, Verga scrive il romanzo “Storia di una capinera” e il dramma “Rose caduche”. In settembre, nel ritorno in Sicilia, compie il viaggio assieme a Giselda Fojanesi che aveva ottenuto un posto di maestra a Catania.
1870 – “Storia di una capinera” viene pubblicato a puntate sul giornale di moda “La ricamatrice” dell’editore milanese Lampugnani che l‘anno successivo lo ripubblicherà in volume con introduzione di Francesco Dall’Ongaro.
1872 – Nel mese di novembre Verga lascia Firenze (da dove la capitale era stata trasferita nel 1870 a Roma) e va a vivere a Milano dove si era concentrata la maggior parte delle iniziative editoriali nazionali. Lo scrittore rimarrà a Milano per circa vent’anni, compiendo comunque nel frattempo vari viaggi nella natia Catania. Nel capoluogo lombardo frequenta i più noti ritrovi letterari, in particolare i salotti della contessa Maffei, di Vittoria Cima e di Teresa Mannati-Vigoni. Conosce Arrigo Boito ed Emilio Praga, con i quali ha modo di approfondire i temi della corrente artistica della “Scapigliatura”. Ha occasione inoltre di frequentare lo scrittore Gerolamo Rovetta, il drammaturgo Giuseppe Giacosa, il giornalista Eugenio Torelli-Viollier (che nel 1976 fonda il “Corriere della Sera”) e l’editore Emilio Treves.
1873 – L’editore Treves, che in seguito pubblicherà varie altre opere di Verga sia sul settimanale “L’Illustrazione Italiana” sia in volumi, pubblica il romanzo “Eva” che lo scrittore siciliano aveva iniziato a comporre già nel 1869. Il compenso per lo scrittore è di 300 lire. Verga comincia a scrivere due romanzi, “Tigre reale” e “Eros” con i quali spera di ottenere la consacrazione definitiva a scrittore.
1874 – L’editore Treves rifiuta di pubblicare il romanzo “Tigre reale" e Verga cade nello sconforto ideando anche il ritorno definitivo a Catania, ma si riprende per il grande successo che ottiene la pubblicazione della novella “Nedda”, scritta in soli tre giorni, sulla “Rivista italiana di scienze, lettere e arti” del 15 giugno. La novella viene ristampata dall’editore Brigala e si ripete il successo. Su richiesta dell’editore Treves, nel corso dell’autunno, durante vari soggiorni a Catania e Vizzini, scrive varie novelle (che poi verranno inserite nella composizione “Primavera”) e comincia a ideare un “bozzetto marinaresco”, “Padron ‘Ntoni”, che con il tempo si trasformerà nel grande romanzo “I Malavoglia”.
1875 – Presso l’editore Brigala pubblica i due romanzi “Tigre reale" e “Eros” che erano stati rifiutati da Treves.
1876 – Verga decide di riscrivere “Padron ‘Ntoni” trasformandolo da “bozzetto marinaresco” in romanzo e, intanto, pubblica la raccolta “Primavera e altri racconti”.
1879 – Dopo aver superato una grave crisi depressiva provocata dalla morte della madre, torna a Firenze e quindi a Milano dove pubblica in varie riviste altre novelle di “Vita dei campi”.
1880 – Pubblica in volume con l’editore Treves le novelle di “Vita dei campi” apparse negli ultimi mesi su riviste e continua a lavorare ai “Malavoglia”. Intanto, torna a rivedere la moglie del poeta catanese Mario Rapisardi, Giselda Fojanesi, e intraprende con lei una relazione che si protrae per circa tre anni.
1881 – Pubblica con l‘editore Treves “I Malavoglia” dopo averne anticipato a gennaio l’episodio della tempesta sulla rivista “Nuova Antologia”.
1882 – Con l’editore Treves pubblica “Il marito di Elena” e “Novelle rusticane”.
1883 – Pubblica vari racconti sulle riviste “Fanfulla della domenica”, “Domenica letteraria” e “Cronaca bizantina”. In autunno nasce il progetto di trasformare “Cavalleria rusticana” in un dramma teatrale. Intanto, una lettera compromettente fa scoprire la relazione tra Verga e la moglie di Mario Rapisdardi e la donna viene scacciata da casa.
1884 – Verga fa l’esordio teatrale con “Cavalleria rusticana” che viene rappresentata con grande successo il 14 gennaio al Teatro “Carignano” di Torino: l’interprete principale, nella parte di Santuzza, è la grande attrice Eleonora Duse. Presso l’editore Sommaruga di Roma viene pubblicata in volume una raccolta di racconti.
1885 – Il 16 maggio, il dramma teatrale “In portineria”, ricavato da Verga da una propria novella, viene accolto freddamente al Teatro “Manzoni” di Milano. L’insuccesso del dramma, avvenuto in contemporanea con varie difficoltà economiche che si protrarranno per alcuni anni, provoca nello scrittore una grave crisi.
1888 – Dopo un soggiorno di alcuni mesi a Roma, Verga ritorna a Catania dove rifà il romanzo “Mastro Don Gesualdo” che viene pubblicato a fine anno dall’editore Treves. Intanto, intraprende una relazione sentimentale, che si protrarrà a lungo, con la contessa Dina Castellazzi di Sordevolo.
1891 – Pubblica “I racconti del capitano d’Arce” e inizia la causa contro l’editore Sonzogno e il musicista Pietro Mascagni per i diritti d’autore dell’opera lirica “Cavalleria rusticana”.
1893 – Vinta la causa per “Cavalleria rusticana”, Verga si stabilisce definitivamente a Catania.
1896 – Il dramma “La Lupa” tratto dall’omonima novella è rappresentato con successo al Teatro “Gerbino” di Torino.
1901 – In novembre vengono rappresentati al Teatro “Manzoni” di Milano i bozzetti teatrali “La caccia al lupo” e “La caccia alla volpe”.
1903 – Al Teatro “Manzoni” di Milano è rappresentato il dramma “Dal tuo al mio” che poi nel 1905 uscirà a puntate sulla rivista “Nuova Antologia” e l’anno dopo viene pubblicato in volume da Treves.
1907-20 – Verga rallenta sempre più la sua attività letteraria dedicandosi assiduamente alla cura delle sue proprietà agricole, in particolare di un agrumeto in contrada Nuovalucello, alla periferia di Catania. Nel corso di questi anni prepara comunque la sceneggiatura cinematografica di alcune proprie opere (tra cui “Cavalleria rusiticana”, “La Lupa” e “Storia di una capinera”) nell’intento di farne ricavare sostanziosi diritti d’autore con i quali assiste la propria amica contessa di Sordevolo.
1922 – Muore per una trombosi il 27 gennaio, a Catania, nella sua casa di via S. Anna 8.
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